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PER AMORE DELLA VERITA’

stemma atrani futura

Un gruppo di cittadini (diciamo quelli con la memoria corta) hanno fatto affiggere (dandone incarico al Sig. Stanzione) un manifestino, dal titolo “… e io pago !!!!!”. In questo manifestino si ricorda (!!!!!) la vicenda della cabina Enel di via Di Benedetto e si cita, in maniera sommaria e frettolosa, un esposto presentato dal “dr. Luciano de Rosa Laderchi, allora consigliere comunale di opposizione”; il sequestro della cabina stessa; sette anni di indagini da parte della Magistratura; la “assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste”.

Il tutto per concludere che, avendo il comune liquidato la somma di euro 4872,15 a favore dell’Ing. De Santis (all’epoca responsabile dell’Ufficio Tecnico) quale rimborso delle spese sostenute per la difesa, la somma stessa dovrebbe essere addebitata a chi ha sbagliato (il gruppo consiliare Atrani Futura).

Proviamo, documenti alla mano, a fare un po’ di chiarezza. In data 14 aprile 2010 il gruppo consiliare “Atrani Futura” presentava un esposto nel quale evidenziava:

  1. che non risultava esserci alcuna delibera di Consiglio comunale di riconoscimento dell’interesse pubblico del manufatto (cabina elettrica) né tantomeno di parere favorevole al rilascio del titolo ad edificare;
  2. che l’ubicazione della cabina era all’interno di un’area adibita a centro di raccolta dei rifiuti (facilmente infiammabili), nelle immediate vicinanze sia della condotta dell’acquedotto che di quella del gas.

Pertanto, contrariamente a quanto scritto sul manifestino, nessuna accusa di “inquinamento ambientale ……”, di “cattiva gestione del denaro pubblico” “ … etc. etc..”.

Successivamente al sequestro della cabina da parte delle autorità competenti, in data luglio 2010, l’Ing. De Santis, tecnico comunale, predisponeva, in sanatoria, un nuovo progetto relativo a adeguamento funzionale centro di raccolta temporaneo rifiuti differenziati ed installazione di cabina per la trasformazione di energia elettrica.

In data 29 ottobre 2010, “camuffato” tra i lavori di somma urgenza seguiti all’alluvione, viene stilato un “verbale per l’affidamento dei lavori in economia” dove troviamo scritto che:

  1. è necessario procedere con urgenza alla realizzazione del manufatto (cabina elettrica) così come autorizzato (progetto in sanatoria);
  2. la ditta Russo Costruzioni (che nel frattempo conduce i lavori di somma urgenza per il ripristino del tratto di via dei Dogi) comunica di adoperarsi prontamente solo per la demolizione del volume esistente (e, quindi, abusivo);
  3. la ditta locale “Bruno e Bonaventura Rispoli” è disponibile alla esecuzione in urgenza dei lavori di ricostruzione della cabina;
  4. l’importo dell’intervento è stimabile in euro 7.000 oltre oneri fiscali.

Questi i fatti che testimoniano che il nostro esposto non era campato in aria; che si è reso necessario un intervento di demolizione del manufatto edificato abusivamente e della conseguente realizzazione di una nuova cabina per sanare l’illecito (oltretutto utilizzando, in maniera certamente anomala, la somma urgenza seguita all’alluvione); che la cabina stessa è stata pagata dalla collettività due volte 12.000 euro (5.000 + 7.000)!

Parlare di “… assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste …” in presenza di una:

  • contravvenzione edilizia caduta in prescrizione;
  • rimessione in pristino attraverso lavori in sanatoria costati oltre 7.000 euro.

è alquanto azzardato!

Se poi a pagare sono “sempre i soliti f…” cittadini, compresi quelli che, come noi, hanno la memoria lunga, è un problema che riguarda la Legge ed il corso della Giustizia e non certamente chi svolge il proprio compito con onestà e scrupolosità!!

A meno che non si voglia far passare un messaggio volto ad intimorire coloro che democraticamente sono stati delegati dai cittadini a svolgere funzioni istituzionali.

Atrani, 11.08.2017

                                                       ATRANI FUTURA