EDIFICIO “ENRICO PROTO” – A “PARAMETRO ZERO”

ENRICO PROTO

Per onor del vero

 

In merito al manifesto a firma “I consiglieri di Minoranza” in cui viene scritto che “… E’ perchè, se di valorizzazione ed ottimizzazione economica del patrimonio del patrimonio economico comunale stiamo parlando, l’ex edificio scolastico (ora casa della cultura) non risulta avere ai vostri occhi lo stesso interesse? non credete di avere gli stessi obblighi nei confronti dell’erario …” è bene precisare che il secondo piano dell’edificio scolastico  (al primo piano è stata data una destinazione ben precisa: è stata ubicata la sala convegno, la sede del forum dei giovani, la bilbioteca comunale) è stato concesso in passato “a parametro zero” (calcisticamente parlando) alla provincia di salerno nell’anno 2005 e per ben 12 anni (quindi fino al 2017?! il secondo piano è in mano alla Provincia di Salerno)

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Guarda caso invece altri Comuni, nonché alcuni privati ricevono dalla provincia di Salerno dei canoni di locazione per l’utilizzo degli edifici a fini scolastici:

Comune di Sarno – Società RCS Immobiliare srl – euro 516.000 oltre iva

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Comune di Minori  – euro 180.000 

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Comune di Padula  – euro 90.000

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Comune di Contursi  – euro 64033,20 

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Quindi:

  • alla domanda “… l’ex edificio scolastico (ora casa della cultura) non risulta avere ai vostri occhi lo stesso interesse? …” si dovrebbe rispondere che l’ “interesse” c’è stato e ci siamo chiesti, ma come mai è stato concesso ad uso gratuito (in passato) per ben 12 anni l’intero piano dell’edificio “E. Proto” mentre altri comuni ricevono un canone di locazione (minori 180.000 euro, Contursi circa 64.000 euro, Padula 90.000 euro, Sarno 516.000 euro?
  • come mai l’edificio è stato concesso in uso gratuito (in passato) senza firmare un regolare contratto di locazione , ma con una semplice lettera a firma del legale rappresentante dell’Ente (ci doveva essere almeno una delibera di giunta per concedere l’utilizzo a terzi, per l’approvazione dello schema di contratto e la relativa “autorizzazione alla firma” in capo al Responsabile del Patrimonio dell’Ente – ufficio tecnico);
  • i problemi verso  “gli … obblighi nei confronti dell’erariose li dovrebbe porre qualcun altro?! (del passato)e non sicuramente Noi.

Eppure … possiamo capire che di questa “situazione passataqualche “novello/a” amministratore non ne era a conoscenza (?!), ma fa specie che era all’oscuro (?!) di chi in passato è stato assessore alla cultura e ora siede nei banchi della minoranza!!! A buon intenditore poche parole …

Eticamente dovreste evitare le strumentalizzazioni e cercate di dire ai cittadini la verità dei fatti sul passato … ( poi, può anche essere che eravate all’oscuro della vicenda “a parametro zero” ?!?!? bah!!! ).

Il passato non è un pacchetto che si può mettere da parte. (Emily Dickinson)

Cercò di metterci una pietra sopra, ma quella si rifiutava di far da coperchio al passato. (Alice Munro)

 

ATRANI – BILANCIO DI PREVISIONE ANNO 2016

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Il bilancio comunale è lo strumento di gestione della “Casa di tutti”, non è soltanto un insieme di numeri o qualcosa riservato agli esperti: influisce sul vivere quotidiano dei cittadini, dà l’impronta al popolo e stabilisce le priorità in tanti settori diversi: dagli aiuti sociali, alle opere pubbliche, alle opportunità economiche e culturali.

In un momento di così grande difficoltà per i Comuni, colpiti da numerosi tagli ai trasferimenti senza precedenti, e con la crisi che “attanaglia” famiglie e operatori economici, mettere in chiaro il Bilancio, ovvero i conti del nostro Comune è sicuramente la precondizione per essere credibili e potersi confrontare con i cittadini: è imprescindibile la necessità di renderlo comprensibile a tutti, assolvendo così a criteri di chiarezza e comunicazione di cui l’Amministrazione deve occuparsi nella sua funzione di dialogo costante con i cittadini, assolvendo in tal modo all’esigenza di trasparenza da un lato e di partecipazione concreta dall’altro.

Molte volte, per strada, pervengono dai cittadini proposte, richieste di chiarimento, suggerimenti e l’esposizione di dubbi su come vengono gestiti i nostri soldi, ma purtroppo molto spesso la buona volontà e la creatività di chi effettua queste proposte “cozza” contro la dura realtà di leggi, regolamenti e molteplici vincoli che rendono poco praticabili alcune misure di risparmio e l’intervento sulla spesa e sulle entrate.

Si sente parlare di sprechi, risparmi possibili, di manovre per aumentare le entrate. Tutte proposte sicuramente legittime, ma che devono però tenere in considerazione un quadro d’insieme tenendo presente i vincoli ed il contesto in cui ci troviamo ad operare. Un quadro che va illustrato, come detto, con la massima trasparenza.

Chiarire come si finanzia il Comune, mettere in evidenza le rigidità a cui si è sottoposti, dare con chiarezza il contorno delle spese, sfatare alcune leggende (consulenze, stipendi d’oro, costi della politica…), sono elementi indispensabili per confrontarci con i Cittadini.

E’ opportuno discutere nel merito, e alla pari, sulle scelte di fondo, sul mix tra entrate e spese che si propongono, sui sacrifici che facciamo e chiediamo, sulla necessità di erogare servizi che rispondano ai bisogni dei cittadini e tutelino le fasce più deboli e fragili, sul paese che vogliamo e in cui ci piace vivere.

L’esame del bilancio del Comune può costituire un utile strumento di analisi e di supporto all’elaborazione di linee politico-sindacali, a condizione che tale esame sia finalizzato all’individuazione delle effettive politiche di bilancio che agiscono alla base dei flussi finanziari, di entrata e di spesa; tale obiettivo può essere conseguito attraverso la “scomposizione” e la ricomposizione di aggregati  contabili contenuti nei rigidi schemi di bilancio comunale.

Solo in tal modo è possibile valutare, Comune per Comune, gli effetti delle recenti scelte legislative  adottate in materia di finanza locale e delle politiche locali, effetti spesso occultati dai grandi contenitori di voci di spesa e di entrata presenti negli schemi del bilancio di previsione e nel rendiconto.

Questo è il senso di questo approfondimento, delle cifre messe in chiaro, cui segue la disponibilità a incontrare i cittadini, anche in assemblee, in modalità che si consenti a tutti, se non di condividere, almeno di comprendere il senso e le ragioni delle scelte.

Il Bilancio Previsionale è lo strumento con il quale il Comune programma le sue attività ed i servizi che offrirà ai cittadini. Al suo interno sono indicate le entrate e le uscite definite sulla base delle necessità e delle priorità del Comune. Il Bilancio deve essere approvato dal Consiglio Comunale entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Quest’anno il termine è stato prorogato al 30 aprile.

In merito al principio di pubblicità previsto dal legislatore in materia di bilanci si può dire che ancora oggi non si è avuta adeguata applicazione. Molto spesso occorre imbattersi negli albi pretori per “scoprire” il deposito del bilancio e gran parte dei Comuni, pur essendo informatizzati, non pubblicano i propri bilanci su internet.

Va da sé che la semplice lettura dei dati numerici contabili non è sufficiente a rendere esplicative la politica dell’entrata, della spesa, dell’investimento, ecc.

Il bilancio dovrebbe infatti essere accompagnato da dati ed informazioni extra contabili. In questi ultimi anni si sono intensificati gli sforzi per mettere a disposizione delle Amministrazioni, accanto agli strumenti previsti dalla legislazione e normativa nazionale, altri strumenti, quali: il bilancio di partecipazione, il bilancio sociale, i bilanci ambientali. Non sono inoltre mancati interessanti suggerimenti e sperimentazione dell’utilizzo di alcuni indicatori per rendere maggiormente esplicite le scelte di sostenibilità socio economica ed ambientale e culturale praticate da alcune amministrazioni.

In mancanza di queste elaborazioni, le fonti a cui fare riferimento sono: il D.U.P. e la relazione di accompagnamento al rendiconto che vengono predisposte dalla Giunta Comunale. Accanto a questi documenti occorre porre attenzione anche alle relazioni dell’organo di revisione dei conti sia in sede di bilancio di previsione che di consuntivazione.

All’interno del Bilancio di Previsione, oltre alle cifre relative a entrate e uscite, sono indicati gli obiettivi che l’Amministrazione intende perseguire, i tempi e le risorse (non solo finanziarie ma anche umane e strutturali) che servono per raggiungerli.

Il Bilancio di Previsione è tale perché “prevede” (stima) le spese e le entrate dell’anno. Si differenzia dal Bilancio “Consuntivo”, e cioè il Bilancio di chiusura dell’anno, poiché in quest’ultimo si tirano le somme rispetto alla previsione e alle variazioni effettuate nel corso dell’anno.

Il Bilancio di Previsione deve essere in pareggio, ciò significa che, per l’anno di riferimento, il totale delle spese previste deve essere uguale al totale delle entrate previste, mentre il Bilancio Consuntivo può presentare un “avanzo” (somme non spese che vengono rinviate all’anno successivo o accantonate), oppure  un “disavanzo” (dovuto a spese che superano le entrate dell’anno).

Per questi motivi nel Bilancio di Previsione esiste un “paracadute” che si chiama Fondo di Svalutazione. Questa è una cifra da utilizzare solo nel caso in cui le entrate risultino inferiori al previsto (ad esempio dalla Tari o da altre imposte), diversamente non viene utilizzata.

Tenete conto che “storicamente” i bilanci del Comune di Atrani si chiudono in avanzo (nel 2015 il Comune ha registrato un “avanzo di Amministrazione” di euro 341.994,74).

Il Bilancio di Previsione, come detto sopra, è composto da un insieme di risorse riferite alle entrate ed alle uscite (spese) che il Comune sostiene.  Sia la voce entrate sia quella spese sono frutto della somma di alcune sottovoci ulteriori (che in linguaggio tecnico si chiamano TITOLI) che compongono la cifra complessiva. Il quadro complessivo per il 2016 è in pareggio.

Per semplificare, anche rischiando di farlo troppo, è come se dovessimo gestire la nostra famiglia ipotizzando quanto ha a disposizione e quanto vuole spendere nell’anno successivo, immaginando perciò che le due cifre siano uguali. Quando farà i conti alla fine dell’anno verificherà cosa è davvero accaduto. Sempre facendo il raffronto con la nostra famiglia avremo una gestione ordinaria (spese ed Entrate ordinarie) come acqua, luce, gas, acquisti per alimenti e una gestione straordinaria come ad esempio l’acquisto di una casa nuova.

Il Comune da un lato avrà una gestione corrente ove ci sono le entrate derivanti da imposte e tasse dirette, trasferimenti dello stato e gli introiti dalle tariffe e dai contributi che a loro volta servono a coprire la gestione corrente delle uscite che servono a finanziare le spese della struttura comunale ovvero le spese che il comune affronta per il costo delle persone che ai diversi piani della “casa” operano e che poi mettono in moto i diversi servizi che il comune eroga a favore dei cittadini. Poi abbiamo una gestione straordinaria che da un lato vede le entrate straordinarie come trasferimenti di capitali, mutui, finanziamenti e dall’altro lato avremo delle spese straordinarie che servono per gli investimenti come ad esempi le grandi opere pubbliche nei più disparati settori come la viabilità, la riqualificazione urbana, impianti sportivi, riqualificazione di immobili di proprietà comunale.

Naturalmente come si decide la gestione della “Casa” e chi effettua il controllo delle scelte?

Per la famiglia:

  • I genitori, verificano costantemente le esigenze del nucleo familiare (esempio figli in età scolare, necessità di abbigliamento, riparazioni o sostituzione elettrodomestici, spese di gestione della casa);
  • in funzione di tali esigenze si stabiliscono le priorità e si rapportano le risorse a disposizione;
  • si verifica mensilmente e annualmente il rapporto tra salario e spese sostenute e si apportano gli eventuali correttivi (riduzione di alcune spese eventualmente non necessarie;

Per cui la gestione e il controllo delle spese viene effettuato dalle stesse persone. Alla fine dell’anno si fa il rendiconto e si pianifica quello che si può fare l’anno successivo.

Per ciò che riguarda la “Casa di tutti”, essendo ampia la “famiglia” la situazione si presenta diversamente.

Abbiamo due strutture rappresentative degli abitanti:

  • La prima si occupa della gestione (Giunta Comunale);
  • La seconda, si occupa di controllare, verificare ed approvare, le attività previste e svolte dall’organo di gestione (Consiglio Comunale).

Anche qui si fa la previsione per l’anno successivo (bilancio di previsione) e il rendiconto dell’anno passato(rendiconto).

Senso di responsabilità e partecipazione consapevole, due importanti leve per produrre buoni frutti in famiglia e nel territorio.

Non si vuole essere ripetitivi, ma un bilancio trasparente ai cittadini è il punto di partenza per un reale coinvolgimento di questi ultimi nella definizione di una parte del bilancio economico al fine di realizzare un processo di democrazia diretta per la gestione della “res-publica”.

ATRANI, AUSINO TUTTA LA VERITÀ

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Avevamo scelto la strada della pacatezza per rasserenare un ambiente “burrascoso”, evitando di addentrarci in un passato recente di cui tutti abbiamo, o dovremmo avere, ricordo.

Evidentemente qualcuno ha scambiato la nostra scelta per debolezza, ma ha sbagliato di grosso.

Strumentalizzare i problemi nati dalle bollette dell’Ausino e chiamarci in causa per nostre presunte responsabilità solo per fare propaganda elettorale e nascondere la verità non porta da nessuna parte.

Ma veniamo ai fatti.

La Legge Regionale n.°14 del 21 maggio 1997 ha individuato gli Ambiti Territoriali Ottimali (con obbligo dei Comuni di consorziarsi) allo scopo di organizzare il servizio idrico integrato e di provvedere alla programmazione ed al controllo di tale servizio.

Atrani è stata inserita nell’ATO 4 SELE, e più propriamente nel territorio denominato “Costa d’Amalfi” che include 26 comuni.

Con delibera di Assemblea Generale n. 24 del dicembre 2011 l’Autorità di Ambito Sele ha affidato all’Ausino SPA il Servizio Idrico Integrato dei comuni ricadenti nel territorio denominato “Costa d’Amalfi”.

Con nota protocollo 1549 del 19/07/2013 il Sindaco Carrano chiede al Commissario Straordinario dell’Autorità di Ambito Sele di intraprendere al più presto le attività necessarie per il definitivo passaggio del Servizio Idrico Integrato all’Ausino SPA.

Con lettera protocollo n. 1860 del 10/09/2013 l’Autorità di Ambito, “dato atto che l’Amministrazione comunale di Atrani ha manifestato la volontà di avviare le procedure per addivenire al definitivo trasferimento della gestione all’AUSINO”, convoca la Conferenza di Servizi per il giorno 25 settembre 2013, sottolineando che “la suddetta Conferenza di Servizi non è preordinata alla discussione del trasferimento dei servizi comunali all’Ausino, essendo questa operazione obbligatoriamente imposta ai Comuni dalla legge nazionale;oggetto della Conferenza è esclusivamente la definizione di tutti gli aspetti operativi connessi al trasferimento del Servizio Idrico Integrato alla Società Ausino SPA”.

La convocazione della Conferenza, rimandata dall’Autorità d’Ambito, viene nuovamente sollecitata dall’Ing. De Sanctis (su delega del Sindaco) con nota protocollo 748 del 16/04/2014.

L’attuale Amministrazione ha concluso l’iter già iniziato e perfezionato il definitivo trasferimento all’Ausino nei mesi di novembre e dicembre 2014.

Detto questo, e ribadito che il passaggio all’Ausino ha prodotto per Atrani buoni risultati di cui tutti dovremmo essere soddisfatti, occorre aggiungere un’altra verità.

Negli anni precedenti nel “Servizio idrico integrato” rientrava soltanto la manutenzione ordinaria del servizio stesso, per un importo di circa 35 mila euro annui (quota di Atrani) coperti dalle entrate delle bollette. In particolare:

6.000 euro per manutenzione impianto;

8.000 euro per espurghi;

9.000 euro per rate mutui;

6.000 euro per Enel;

6.000 per interventi ordinari.

Qualsiasi spesa non prevista nella ordinaria manutenzione veniva coperta con altri fondi di bilancio.

Così abbiamo:

2009: circa 4mila euro di interventi straordinari;

2010: circa 2500 euro di lavori straordinari;

2011: circa 150mila euro per lavori di somma urgenza per la riparazione della condotta sottomarina (che, ricordiamo, era stato oggetto di intervento di ripristino totale l’anno precedente -a seguito dell’alluvione – per un importo di 180mila euro). La somma è stata coperta con devoluzione del mutuo 4426488/00. E’ appena il caso di ricordare che il Comune di Atrani ha anticipato interamente la somma (sottraendola ad altro utilizzo), mentre Scala e Ravello, al momento, pagano annualmente soltanto la quota di ammortamento. In altre parole è come se avessimo prestato 50mila euro a Ravello ed altrettanti a Scala e i suddetti comuni li restituiscono ad Atrani un po’ alla volta (fino al 2023);

2012: circa 10mila euro di interventi straordinari;

2013: circa 30mila euro per lavori di somma urgenza (di cui 15mila per la condotta sottomarina) coperti con debito fuori bilancio (la prima “idea” della maggioranza era devolvere un altro mutuo!).

Occorre aggiungere altro? Crediamo di no: a buon intenditor, poche parole!!

Atrani, 19 maggio 2016

                                                                                                        ATRANI FUTURA

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